Statistiche di permanenza

L'integrità mentale non ha alcun rapporto con la statistica. (George Orwell, 1984)

Ha ragione Nielsen/Netratings quando dice che non ha più senso leggere le statistiche di visitatori.
Il mio sito, questo, conta una media di oltre 200 visitatori unici al giorno. Ma dico... cosa ci trovano nel venire qui? È presto spiegato, ma prima spiego un'altra cosa.

Foto di thewinglessflyer rielaborata


Ha ragione Nielsen/Netratings quando dice che non ha più senso leggere le statistiche di visitatori.
Il mio sito, questo, conta una media di oltre 200 visitatori unici al giorno. Ma dico... cosa ci trovano nel venire qui? È presto spiegato, ma prima spiego un'altra cosa.

Da quando lavoro nell'ambito del web ho visto decine di manager vendere i loro servizi usando come leva le statistiche: “Il nostro portale ha 10.000 contatti giornalieri, pensi la sua pubblicità in quanti la vedono!” oppure “Grazie a internet tutto il mondo può vederla, non ha visto quanti visitatori hanno i nostri clienti?”. Tsk, deprimente ma reale.
Chi non conosce bene il dizionario di webstatistica, difficilmente capisce la differenza tra contatti, visite, hit e compagnia bella, ed abbindolarlo con la lettura che fa più comodo al nostro interesse di venditori è fin troppo facile.
A questo aggiungi che di quei contatti non se ne rivela l'origine.

Dunque, dicevo che faccio 200 visitatori giornalieri. Duecento persone diverse che vengono qui. Voi lo fareste? Io no.
Sono andato a spulciare tra i referer [1] ed ho notato che metà del traffico proviene da bot di spam, programmi a cui di certo non interessa una cippa delle mie pagine se non il fatto che si può inserire della pubblicità di viagra e sexy shop sul libro degli ospiti.
Un altro 10% proviene dalla ricerca, nei motori di ricerca tipo Google o Yahoo, di parole alle quali il mio sito non è chiaramente pertinente, es. “lavoro carta” o “segnalibri”. Questi utenti arrivano da me per niente, ed io per loro non sono interessante.

Le statistiche di qualsiasi sito, anche se “certificate” con tanto di fonte, sono sempre gonfiate e non indicano il reale potenziale del sito stesso. Questo accade con maggior rilevanza da almeno un paio d'anni.

In questo contesto s'è aggiunto un altro elemento fondamentale: sempre più siti hanno Flash o Ajax come sistema base di navigazione. Questi due giocattoli, che permettono di caricare informazioni senza cambiare pagina, vanificano tutte le rilevazioni dei programmi di statistiche: sia che tu visiti tutte le pagine di un sito in Flash sia che ne visiti una sola, il contatore scatterà solo di 1.

Inizia a diventare importante quindi badare alla permanenza dei visitatori sui propri siti internet, per capirne anche il livello di interesse ed il soddisfacimento. È finita l'epoca (incrocio tutto) in cui le statistiche campate in aria servono ancora a fare affari.


[1] referer, metadati che indicano da quale pagina arrivano i visitatori. Ogni volta che apriamo un link ci trasciniamo dietro i referer. Grazie a loro, specie se combinati con l'ip, è facile capire l'identità di alcuni visitatori pur senza violare la legge sulla privacy.