L'e-mail come la ruota

Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo. (Alan Kay)

Appare bizzarro il paragone, ma veritiero nel suo piccolo. Quando nel 1972 Ray Tomlinson e Jon Postel inventarono l'e-mail mica sapevano che sarebbe restata la colonna portante della comunicazione moderna.

Lettere Choo-Choo


Quando i nostri simpatici avi pelosi inventarono la ruota, nel V millennio a.C. anno più anno meno, la vissero come una conquista tecnologica stravolgente: grazie ad essa iniziava una grande rivoluzione dei trasporti e, di conseguenza, dei mercati e dei conflitti. Ma nessuno di loro credo immaginasse che quell'invenzione sarebbe stata ancora per lunghi millenni la base indispensabile del movimento. Se togli la ruota non c'è Coca-Cola che riesca ad arrivare in Tibet.

Appare bizzarro il paragone, ma veritiero nel suo piccolo. Quando nel 1972, prima che nascesse il world wide web, Ray Tomlinson e Jon Postel inventarono senza ben rendersene conto l'e-mail, vivendo una piccola rivoluzione della comunicazione, mica sapevano che sarebbe restata la colonna portante della comunicazione moderna.

Il protocollo che regola oggi l'invio di quasi tutte le e-mail, l'SMTP, ha moltissime carenze soprattutto di autenticazione e sicurezza. Eppure tutti noi abbiamo un indirizzo di posta elettronica, lo utilizziamo quotidianamente con disinvoltura e ci affidiamo ad esso per moltissime pratiche. I curriculum, le newsletter, le mail di lavoro, i saluti agli amici, le foto delle vacanze, le lettere d'amore... spediamo di tutto in quel modo.
Non c'è ICQ, IRC, Twitter, MSN o compagnia bella 2.0 che possa contare su una simile diffusione ed importanza, e su tanta longevità.