La moda del 2.0

Democrazia significa governo fondato sulla discussione, ma funziona soltanto se riesce a far smettere la gente di discutere. (Anonimo)

Esaurito il web 1.0 in una bolla di sapone che ha lasciato voragini dove prima c'erano crescite economiche da paura, c'è stato bisogno di un nuovo nome per identificare l'inizio di una forma, un po' più prudente, di affarismo su web. Ed il nome, in puro stile informatico, è stato un banale “2.0”.


Esaurito il web 1.0 in una bolla di sapone che ha lasciato voragini dove prima c'erano crescite economiche da paura, c'è stato bisogno di un nuovo nome per identificare l'inizio di una forma, un po' più prudente, di affarismo su web. Ed il nome, in puro stile informatico, è stato un banale “2.0”.

Chiunque nel proprio blog ha scritto, con tono di rivelazione, che il web 2.0 è qualcosa di nuovo, e che la rete delle reti sta tornando ad essere – a riprova della robustezza dei vecchi ideali – uno strumento di democrazia, partecipazione e socializzazione: tutto questo è “2.0”.
Ed in parte è vero: negli ultimi anni e ancor oggi si sono sviluppati degli strumenti che davvero sembravano irrealizzabili, e comunicare, collaborare o trovare informazioni dettagliate su internet è diventato estremamente facile. Anche questo l'hanno scritto tutti, a me l'ha insegnato il muro di casa mia.

E allora già parlarne significa ammetterne l'esistenza, perché se pochi mesi fa qualcuno ancora si chiedeva se fosse il caso di parlare di “2.0”, visto che c'è stata solo una naturale evoluzione nell'uso dei linguaggi di programmazione e nella loro interazione, oggi tutti danno per scontato che il “2.0” sia davvero qualcosa di diverso e quella sigla è diventata un numero magico col quale aprire le porte di nuovi clienti e giustificare nuove voci su preventivi e fatture.

Così ecco divampare le nuove strategie di comunicazione. Sono sicuro che chi le ha ideate e messe in pratica si sente anche un avanguardista.
Sul nuovo, che dico nuovissimo, che dico ultranuovissimo sito della Rai, nella pagina “Scopri Rai.tv” c'è Vanessa che mi saluta come se fossimo amici di vecchia data.
E intanto la newsletter di Venere, noto sito di prenotazioni alberghiere, ha un nuovo mittente: non più “Venere.com” ma “Mario di Venere.com” [Manteblog].

Tutto dev'essere più amichevole, bisogna avere l'impressione di avere a che fare con uomini e non macchine. C'è già chi sta pensando di inserire un generatore di errori d'ortografia nelle risposte automatiche, o un ritardatore di invio a tempo variabile, per rendere il tutto più caldo e umano.
Simulatori di 2.0, insomma. Perché, semplicemente, il 2.0 non è sostenibile dalle aziende se non a caro prezzo, e allora conviene automatizzarlo che è proprio come tornare all'1.0. Anzi, restarci.