AJAX che male

Se vuoi formare una squadra che vinca nel salto in lungo, trova una persona che salti nove metri, non nove che ne saltino uno. (Legge di Terman sull'innovazione, dalla Legge di Murphy)

L'ultima moda del web si chiama AJAX.
Nella pratica cambia questo: prima il web era un insieme di pagine consultabili in sequenza, con al massimo dei contenuti multimediali con i quali interagire, ora il web dovrebbe assomigliare ad una applicazione con la quale interagire. L'idea è ottima, e neanche tanto originale, per chi intende offrire servizi di semplice utilizzo, ma stiamo attenti a non costruire miti attorno ad AJAX.

Ajax Foundry Co.


L'ultima moda del web si chiama AJAX.
Nella pratica cambia questo: prima il web era un insieme di pagine consultabili in sequenza, con al massimo dei contenuti multimediali con i quali interagire, ora il web dovrebbe assomigliare ad una applicazione con la quale interagire. L'idea è ottima, e neanche tanto originale, per chi intende offrire servizi di semplice utilizzo, ma stiamo attenti a non costruire miti attorno ad AJAX.

Solitamente chi vende software informatici tende a rimescolare quanto già esiste, dare al proprio prodotto l'immagine di “innovazione” e di “sicurezza” - ovvero dicendo è l'ultima frontiera tecnologica e d'ora in poi non avrete più problemi - e trovare un acronimo nuovo con cui chiamarlo.
AJAX non ha inventato nulla di nuovo, ha solo usato in maniera insolita quanto già esisteva, e questo è il suo più grande pregio ed il suo più grande difetto.
I linguaggi usati da AJAX, ovvero JavaScript, XML e HTML, sono presenti nei nostri browser da tempi immemori, quindi i siti sviluppati in AJAX possono essere usati da una larga fetta di utenti senza il bisogno di installare nuovi plug-in o nuovi programmi.

C'è però un elemento, in particolare, che considero debole nella struttura AJAX: il JavaScript. Inventato attorno al 1996 dalla Netscape, è stato uno dei principali cardini della Guerra dei Browser, durante la quale Microsoft e Netscape si sono sfidate a colpi di innovazioni esclusive fuori dagli standard. I programmatori web ben sanno che, conseguentemente, spesso c'è bisogno di scrivere due versioni di codice JavaScript: una per Internet Explorer ed una per tutti gli altri browser. Nonostante nel 1999 sia uscito lo standard 1.5, certificato ISO, Internet Explorer presenta ancora una miriade di problemi con JavaScript. I rischi sono ovviamente quello di incompatibilità con i vecchi browser, di bug e difetti, di alterazione volontaria del codice da parte dell'utente (JavaScript viene eseguito sul lato client).
Chi elenca tra i vantaggi il fatto che il flusso di dati tra client e server è minore con AJAX, dovrebbe anche far presente che per farlo funzionare c'è bisogno di una grossa quantità di codice JavaScript da caricare inizialmente, quindi il vantaggio del minor flusso dati è apprezzabile solo su alcuni tipi di applicazione.
Gli altri guai? Beh, la scarsa accessibilità in primis. Ma anche il disorientante decontestualizzarsi dall'ambito web, con il bisogno di trovare fantasiose nuove soluzioni anche solo per lasciar usare il tasto Indietro o per inserire una pagina precisa tra i Preferiti.

Il fatto è che si sta cercando di realizzare programmi interattivi sfruttando linguaggi che non sono stati pensati per questo. Un po' come se prendessi una casa di legno e la avvitassi sul tetto dell'auto per ottenere una roulotte. Bisognerebbe piuttosto pensare ad una soluzione specifica per un problema specifico (e a mio parere nemmeno troppo diffuso), ed avere la pazienza di svilupparla e diffonderla.

C'è anche chi prova a perseguire gli stessi fini, partendo da strumenti diversi. Parlo di Adobe che sta realizzando una soluzione chiamata Flex, che sostanzialmente cerca di realizzare applicazioni interattive sfruttando la tecnologia Flash, il cui plug-in ha livelli di diffusione attorno al 98%. Il risultato è interessante, ma ancora molto lento e sopratutto a codice chiuso e proprietario, elemento che forse privilegerà Flex nel mercato commerciale.

Ho l'impressione insomma che AJAX rappresenti soltanto l'ultima moda e, in nome dell'innovazione e del mercato, lo si stia mitizzando a scapito della stabilità.