Le ombre cinesi

Se vediamo un gigante, esaminiamo prima la posizione del sole e assicuriamoci che non si tratti dell'ombra d'un pigmeo (Novalis)

Le ombre cinesi sono un'antica forma di teatro simile per molti aspetti a quella dei burattini. Pare essere nata attorno al 200 a.C sotto la dinastia Han. Era frequente incontrare questo tipo di spettacolo in baracche vicino ai templi, i centri commerciali dell'epoca.


Le ombre cinesi sono un'antica forma di teatro simile per molti aspetti a quella dei burattini. Pare essere nata attorno al 200 a.C sotto la dinastia Han. Era frequente incontrare questo tipo di spettacolo in baracche vicino ai templi, i centri commerciali dell'epoca.

Nascosti dietro un foglio di carta incorniciato o, più tardi, dietro una stoffa, le compagnie proiettavano giochi d'ombra creati con le mani, con i corpi e con l'aiuto di sagome di cartone o cuoio. L'illuminazione era affidata alle candele ed alle lampade ad olio: luci ed attori si collocavano dietro al piano di proiezione affinché il pubblico non ne vedesse direttamente la recitazione.

Oggi molto è cambiato. Intanto la corrente elettrica ha mandato in pensione le lampade ad olio favorendo le luminose lampadine da 24volt che riescono a proiettare la scena più in grande e con maggiore intensità, nonché con una luce più stabile. In compenso ne ha disintegrato l'atmosfera magica.
In secondo luogo ci sono venuti in aiuto i materiali plastici per costruire le sagome con facilità.
Inoltre l'approccio è cambiato: se una volta gli attori si nascondevano per lasciare che la magia delle ombre bastasse a sé stessa, ora gli attori amano esibirsi di fronte al pubblico, probabilmente perché, con concorrenti come la televisione ed i videogiochi, la spettacolarità è passata dalla suggestione dello schermo alla curiosità verso le posizioni dell'attore.
Anche il repertorio sembra aver sofferto i tempi moderni: sembra che gli ombristi abbiano studiato tutti dallo stesso libro! In giro si vedono solo figure create con le mani e sempre le solite: l'alce, il coniglio, l'uomo di profilo, il gabbiano... pochi utilizzano le sagome.

Ho voluto giocare anch'io con le ombre, in occasione dell'ultimo concerto svoltosi a Mestre (VE) il 25 aprile. Ovviamente senza pretesa di tradizione ma solo per giocare e per sorprendere, anche se per farlo ho chiesto più volte consiglio e aiuto dai fratelli Monticelli, storici burattinai ravennati, e ad Arianna Maritan che da un po' si cimenta nelle ombre.
Le ombre cinesi sono state la risposta più logica alla mia voglia di “bucare” lo schermo, di andare oltre quel rettangolo coperto dal proiettore nel quale inizio a sentirmici stretto. Ed il risultato mi ha dato ragione.

Ho realizzato, sul tema del diavolo, alcune sagome di cartone: una semovibile, un'altra costruita ni modo che ruotandola alternasse la visione in ombra di un diavolo maschio e di un diavolo femmina, ed altre ancora più o meno stilizzate. Ombre piene che, assieme ai colori blu e rosso intervallati a flash dal videoproiettore, hanno creato un effetto interessante ed oggi insolito. A fine concerto ho puntato la lampada verso il pubblico, accecandoli e coinvolgendo il loro spazio, rompendo idealmente la separazione tra palco e platea.

Alcuni appunti, che per me sono stati molto utili, li annoto qui:

  1. Serve una lampadina da 24volt: sono piccole perché devono avere un'origine luminosa il più puntiforme possibile, ma non ingannatevi sono potentissime: ognuna ha una potenza di 250W!
  2. Serve un trasformatore da 220volt a 24volt che riesca a tenere i 250W della lampadina: questo comporta qualcosa come 10A di uscita e dei cavi di alimentazione dal trasformatore alla lampadina piuttosto grossi
  3. La lampadina scalda moltissimo: costruitevi un portalampada di metallo e vedete di non scottarvi mentre lo usate. Farlo di legno è un ottimo modo di farlo andare a fuoco.
  4. Non usate la lampadina per più di 5 minuti consecutivi: si riscalderebbe troppo e salterebbe, o brucerebbe il portalampada. Se dovete fare più di 5 minuti consecutivi, come ho dovuto fare io, usate almeno 2 lampade intervallandole.
  5. L'impianto per una sola lampada (lampadina, trasformatore, cavo...) costa attorno ai 150 euro. Potete usare un unico trasformatore per alimentare le lampadine alternandole (se è compatibile con le vostre esigenze tecniche): lui non ha bisogno di riposo ogni 5 minuti.
  6. Costruite le sagome opache di cartone o cartoncino bristol, quelle trasparenti con plexiglas da 1 o 2 millimetri di spessore. Il plexiglas può essere verniciato per ottenere proiezioni colorate.
  7. Usate dei bastoncini da spiedo (nei negozi dei cinesi ne vendono di particolarmente lunghi) o del fil di ferro grosso per costruire il manico delle sagome: in questo modo non si vedranno le vostre mani.