Mi no vao a combatar

Attento, ho scritto un pippone introduttivo!
Se ti interessa solo il CD, vai direttamente a fondo pagina.

Ho sempre avuto qualche problema col tempo ma in compenso non ho mai avuto problemi con la morte. Quando dico problemi con il tempo intendo problemi a localizzare i ricordi, a sapere che giorno è oggi, a rispondere a domande tipo quanti anni hai o da quanto sei vegetariano.
Invece quando dico che non ho mai avuto problemi con la morte, intendo problemi a parlarne e ad accettarla, anche a riderci su.

Sono milioni quelli che desiderano l'immortalità,
e poi non sanno che fare la domenica pomeriggio se piove.
(Susan Ertz)


Oggi giornata di merda.
Stasera cazzeggio. Facebook mi ricorda i compleanni di gente che conosco appena. Ma ho anche un altro calendario, quello delle cose importanti. Butto un occhio per sapere se stasera posso far tardi o se domani ho una qualche consegna stronza, e così mi accorgo di Sonia e sono sicuro lei me lo perdonerebbe che me ne sono ricordato così.
Sono passati cinque anni da quando Sonia se n'è andata. Già cinque, o solo cinque. Ricordo la telefonata di Daniela, io stavo per comprare la casa sbagliata con la donna sbagliata ed ero contento di così tanti sbagli; la notizia, che in fondo presentivo, mi ammutolì.

Questo ricordo mi svolta la serata. Accendo un incenso, mi riempio una grappa, un'altra e mi viene in mente un racconto scritto da Sonia che oggi questa maledetta internet a cui lasciamo i nostri pensieri ha già fatto sparire. In questo racconto Sonia, che era una gran viaggiatrice e una miglior bevitrice, scrisse che a lei l'alcool la faceva avvicinare alla sublimazione, che era un'esperienza meditativa di gran valore, alla faccia dei santoni jogi. Non diceva proprio così ma, non essendoci più traccia di quel racconto, l'ho detto a modo mio.

Sonia è stata un'avanguardia filosofica per tutti noi che l'abbiamo frequentata. A me è capitato di conoscerla nel 1999, a meno che non fosse il '98, a una delle prime riunioni del Comitato Contro la Guerra di Treviso. «Perché, c'è la guerra a Treviso?» ci chiedevano in diversi, e avevamo per un attimo anche pensato di metterci una virgola dopo a "guerra". Poi c'erano i cattolici che dicevano «contro, contro, sempre negativi, chiamiamolo comitato per la pace» e Sonia si incazzava che per la pace son buoni tutti, e invece occorre essere contro la guerra.
La NATO stava per bombardare la Serbia, cosa che poi avrebbe fatto nonostante la nostra contrarietà, e noi eravamo quella piccola voce che si levava sulla città silenziosa. Gente meravigliosa che ha irrimediabilmente, senza volerlo, segnato la mia crescita politica e personale, perché io avevo 19 anni e per un dicianovenne trevigiano, timido e idealista non è facile trovare le persone giuste. E invece in quel gruppo c'era una creatività che sembrava davvero di poter fermare gli aerei.
In piazza un giorno a una manifestazione c'era Alberto che diceva «stiamo costituendo un comitato contro la guerra, chi vuole può venire il prossimo lunedì alla riunione» e io, che ero un cane sciolto frustrato della mia scioltezza pensai di andare. Prima riunione: mi siedo nei posti dietro, tempo trenta secondi arriva Bruno il partigiano, deciso, mi consegna un volantino, che non è un'offerta, è un obbligo. Davanti a me c'era Sonia, la ricordo bene per via delle calze e delle scarpe eccentriche che indossava, accanto c'era Gabri e poi ho memoria di Franz e Poppy. Pian piano il gruppo s'è infittito e ha animato per anni la vita cittadina della Treviso bene.

Io fino al 2008, giuro, ero molto diverso da come sono ora. Ero timido, prendevo poche iniziative, parlavo poco. Una delle rare eccezioni fu un CD musicale, che ci misi l'anima per costruirlo, pubblicarlo in 1000 copie e venderlo insieme al Comitato Contro la Guerra. Si chiamava "Mi no vao a combatar". Era il 2003, dieci anni fa.
"Mi no vao a combatar" è un modo di dire veneto che si potrebbe tradurre in "non ho voglia di farmi dei problemi" ma letterlamente è un bell'invito alla diserzione. Io registrai il mio primo vero brano musicale, assieme al fiorentino LeoMP, con nome d'arte Terminale X, ed era una cover rap de "il disertore" di Boris Vian che per me all'epoca era una assoluta novità discografica. Coinvolsi poi i nomi più in vista della scena musicale trevigiana antagonista di allora, mescolando generi ed esperienze, e il Comitato riuscì a dare la spinta all'idea finanziando il CD e organizzando concerti e feste.
Fu meraviglioso.

La faccio corta: il CD ormai è introvabile. L'ho caricato su internet, quell'internet che s'è mangiata il racconto alcolico di Sonia, e stasera pensando a Sonia e Franz lo condivido con chi se lo vorrà ascoltare o scaricare.