Parigi, parte 2

Chi dice che tutto il mondo è paese, è uno che ha viaggiato poco.
Quando ti sposti, qualcosa devi essere disposto a cambiare, come il modo di far colazione o la presa degli apparecchi elettrici. Ma qualcosa si fatica di più.

Io amo la pirateria, quella che non ha scuse. Per me è stata una risorsa importante, non so se mi ha fatto diventare intelligente ma di sicuro mi ha reso un buon acquirente delle cose che mi appassionano. E non ho voglia di sprecarmi in consigli strategici all'industria discografica, sono aziende private paghino dei consulenti.
Credo che la pirateria sia uno degli impegni culturali più sinceri e fruttuosi che si possano prendere.

Questi francesi son testoni. Io giuro sono arrivato in Francia senza pregiudizi, e ancora oggi non nutro antipatie verso i nostri cugini di oltr'alpe. Però non capisco come loro, i francesi, così attaccati alla liberté, abbiano potuto accettare l'HADOPI, che in quanto a diritti è un mezzo obrobrio, un obrio diciamo. E come si lascino calpestare dal diritto d'autore.

Ma non è neanche questo. È che la pirateria è divertente, stimolante, socializzante, amorale. Come il sesso. Cosa la vieti a fare?