Grillo di internet capisce pochetto

Beppe Grillo è passato per Ravenna a presentare la sua lista.
Mentre era sul palco ha parlato anche di web, cioè del potenziale che ha la rete, dimostrando di non capirne gran che. Del resto lui è l'ultimo arrivato del web, fino al 2000 e fischia sfasciava ancora i pc sul palco e parlava male di internet, urlando con la stessa convinzione di oggi.

Beppe Grillo a Ravenna

A Ravenna Grillo ha detto:
"Guardate il Magreb, la Tunisia, sono tutti ragazzi di 25 anni che attraverso la rete e Google si trovano e fanno la giornata della collera. La Libia ha più velocità di download di noi. La rete, il mondo l'hanno cambiato i 20enni: Bill Gates, quando ha inventato Windows aveva 19 anni e mezzo; Jobs, quando ha inventato il portatile, della Apple, aveva 21 anni, Worgic 22; Facebook l'ha inventato Zuckerberg che ha 24 anni. Stanno cambiando il mondo!"

In Tunisia, in Libia, come in Siria o in Iran, hanno i filtri su internet, filtri statali a livello Cina. In Egitto, come alle Maldive, alle prime proteste hanno chiuso internet, tirato giù. In quei paesi hanno dovuto recuperare gli antichi saperi sulle BBS e sulle connessioni telefoniche e radio per poter mostrare al resto del mondo cosa accadeva, altro che Facebook.

Bill Gates aveva 30 anni quando è uscito Windows 1.0, che peraltro non ha programmato lui: la Microsoft era già una grande azienda, cresciuta molto grazie alla diffusione del proprio MS-DOS, uscito nel 1981 quando Bill Gates aveva 26 anni, il quale l'aveva acquistato da Tim Paterson che l'aveva acquistato da Bruce Horn (di questa storia ce ne sono diverse versioni, dipende da chi te la racconta). A 19 anni e mezzo, come dice Grillo, Gates si era limitato a scrivere un articolo sul problema dell'ordinamento delle frittelle (sembra uno scherzo, ma è davvero così: l'ordinamento delle frittelle è il nome di un gioco matematico).

Steve Jobs nel '76, a 21 anni, costruì il primo personal computer, ovvero il primo computer sufficientemente economico da poter essere venduto ai privati. Il primo vero portatile l'ha fatto la Epson, nell'81: pesava 1,6Kg e aveva un display tipo quello di una calcolatrice.
"Worgic" è in realtà Wozniak, socio di Jobs fin dalla nascita di Apple (Grillo aveva appena finito di prendere per il culo Berlusconi per aver detto Gogol invece di Google).

Zuckerberg, che ha inventato Facebook assieme ad altri 4 amici, quando ha ricevuto il titolo di "uomo dell'anno" dal Time, si discuteva di darlo ad Assange, il fondatore di Wikileaks, il titolo di "uomo dell'anno", e c'era una bella frase che girava: "Zuckerberg prende i tuoi segreti e li vende alle aziende, Assange prende i segreti delle aziende e li regala a te". Del resto se Zuckerberg è diventato uomo dell'anno e gli altri tre soci no, non è certo per la sua bravura col web, ma per le sue doti da manager e affarista: basti guardare chi sono oggi i co-proprietari di Facebook: alcune grandi compagnie finanziare statunitensi e una piccola percentuale a Microsoft.

Occorre osservare che tutti i personaggi citati da Grillo sono della peggior specie, gente che, è vero, ha cambiato il mondo con le proprie aziende, ma l'ha fatto per denaro non certo per spirito rivoluzionario. Apple e Microsoft fatturano entrambi più di 60 miliardi di dollari l'anno, sono tra i più grandi responsabili dell'inquinamento tecnologico del mondo, il famoso e-waste che crea città in India e Cina a base di piombo e alluminio. Alla faccia della decrescita felice.

Avesse voluto nominare grandi rivoluzionari dell'informatica, avrebbe potuto citare Richard Stallman, ideatore del progetto GNU; o Shawn Fanning che a 18 anni s'è inventato Napster, il programma che ha diffuso il P2P in tutto il mondo; oppure Tim Berners-Lee, co-inventore a 34 anni del web come lo conosciamo oggi; o Julian Assange, già citato prima; Jimmy Wales, che a 34 anni fondò Wikipedia; o tanti tanti altri che hanno fatto e stanno facendo la storia della (lenta) rivoluzione informatica.

Invece Grillo ha preferito citare i soliti ricconi del web, che fanno moda e tendenza, che proiettano l'immaginario individuale su un modello di successo.
Mi immagino Grillo se, tornando con la fantasia indietro nel tempo fino agli anni '70, quando il fax aveva "rivoluzionato" la comunicazione, anche quella antagonista, mi immagino Grillo a elogiare la Sip o la Fabriano.

Non mi avventuro poi sulla favola della democrazia partecipativa in rete, appena scoperta da Grillo: è stata un prodotto dell'immaginario degli anni '90, che s'è poi dimostrata una fandonia. Quelli che s'affacciano oggi sulla piazza strillando l'innovativo potere democratico del web non hanno ancora digerito che il web è un riflesso della società, e lo usano tanto i rivoluzionari della politica quanto i militari, gli affaristi e le banche, i puttanieri e via dicendo. Conviene a tutti.