Vado a vivere a Parigi

Finalmente è autunno. Mi piacciono le stagioni specie quando cambiano.


Leggevo del nobel per la fisica a Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess per aver scoperto che la velocità d'espansione dell'universo è in aumento. Si pensa ci sia un'energia oscura che spinga stelle e pianeti e galassie, se ne parla da anni ma il nobel glel'hanno dato adesso.

Ascoltavo poi l'intervista a Charlie Duke, uno dei 12 esseri umani che hanno saltellato sulla Luna. E descriveva la Terra con emozione, da lì sopra vedeva bene i continenti e gli oceani, la maestosità della natura e (questo lo aggiungo io) dell'uomo non c'era traccia. Neanche lo smog, neanche i grattacieli americani, la muraglia cinese, non si vedeva neanche l'egocentrismo di certe star di hollywood o l'idiozia di certi politici italiani. Commovente.

È da un po' che volevo dirti che trasloco, e vado a vivere a Parigi. Ma non sapevo come, allora l'ho messa giù così, per dire che il mondo è piccolo e le radici sono roba per piante.
La Romagna, Ravenna, questa piazza in cui abito da 5 anni, sono favolose e non mancherò di tornarle a salutare. Parto a gennaio.

Quando l'ho detto a mia mamma, "mamma sai vado a vivere a Parigi", m'ha risposto "bene, così finalmente vedrò la Francia".


(Se sei un mio cliente, non ti preoccupare, tutto confermato: Kalamun cambia sede ma continua come sempre, a distanza. Ti manderò un'e-mail tra qualche giorno.)