Trans Europe Regionali

Diario di viaggio

Treno iDTG

Se ti dovesse capitare di andare a vivere all'estero, non concedere interviste prima di essere tornato in Italia almeno una volta. A me circa un mese fa m'ha intervistato il Resto del Carlino chiedendomi com'è vivere a Parigi. Io ho risposto “bene! ma anche l'Italia è un paese bellissimo” etc etc. Per fortuna la giornalista ha ampiamente tagliato, lasciando solo il “bene!”.
Dico per fortuna perché prima o poi torni in Italia dopo mesi che non ci mettevi piede, e non è più così bellissimo.

Ti accorgi che ti ci stai avvicinando perché i treni diventano sempre più brutti. Per dire, io sono arrivato a  Toulon con un espresso bellissimo e puntualissimo, poi da Toulon a Nizza con un regionale gentilissimo, da Nizza a Ventimiglia con un regionale simpatico, da Ventimiglia a Milano... non ci sono arrivato. Il treno bestiame su cui viaggiavo ha dato il collo dopo Genova.
Treno guasto non riparte, ci han fatto scendere sotto la pioggia in una stazioncina dell'entroterra ligure. Gli anziani per legge viaggiano sempre con i bagagli più pesanti, così i giovani han la possibilità di dar loro una mano: a ognuno un vecchietto. L'unico posto al coperto era il sottopasso umido, scrostato e scarabocchiato che sembrava un bunker di Tito. Dico un bunker di Tito perché una volta ci sono stato, vicino a Zagabria, mi ci avevano organizzato dentro un concerto ma poi è arrivata la polizia, e non per sentirci suonare. Viaggiare è la scorciatoia per le situazioni paradossali.
Comunque, poi è arrivato un regionale in soccorso, abbiamo attraversato i binari e ci siamo arrampicati sul treno, Dio quanto son alti i treni italiani. Riguardo alle vecchiette, le abbiamo lanciate a bordo prima di arrampicarci, assieme ai loro bagagli.

Dunque a Milano perderò la coincidenza ed arriverò a Venezia domattina. Son due giorni che sono in viaggio e mi sento come se avessi attraversato l'India, e forse l'ho fatto davvero.

Aggiornamento delle 23:30

Si può ancora peggiorare.
Infatti non mi hanno fermato a Milano: mi han dato un posto in prima classe in un regionale coi cessi rotti che mi sta portando a Verona, poi taxi.
Dietro di me ci sono 5 moldavi tranquillissimi. Davanti ci sono 3 trevigiani che fanno un bordello, di cui una coppia che ha due fabbrichette in Italia e due in Russia, secondo loro la crisi non è niente vera, è normale l'Italia ha raggiunto livelli troppo alti e si è fermata. L'altro c'ha un calice che gli spunta dalla tasca della giacca, non mi stupirei se fosse un accessorio veneto ma mi sa che l'ha rubato a qualche tavola calda. Vive a Santo Domingo e sostiene che Treviso e Brescia siano i posti migliori d'Italia perché la gente lavora ma si sa anche divertire, ed è ricca. E poi parla del turismo russo, di quanto sia bella la Russia, e ricca. Lui invece non sembra né divertente né ricco.
Forse ignora di quanti trevigiani si siano tolti la vita nell'ultimo anno perché rimasti senza lavoro. Ignora come la città bomboniera che mi ha dato i natali sia diventata un miscuglio invivibile di pregiudizi e luoghi comuni dove di sincero c'è solo lo spritz. E che in Russia se non sei figlia di un mafioso fai la mignotta, e se non sei mafioso fai la fame.

A proposito di fame. I moldavi qui dietro hanno aperto delle scatole di fagioli e se le scambiano allegramente pocciando col pane.
Sento l'odore dei fagioli e sento anche che questa è la notte in cui tutti i problemi irrisolti del genere umano si sono dati appuntamento in questa carrozza.
E in fondo è divertente stare a guardarli.