Questioni di parcheggio

Parcheggio vietato a Parigi
Sai quando dici che uno è sfortunato nel gioco, ma fortunato in amore?

Ecco, io sono fortunato nel gioco, in amore e anche a parcheggiare.
A parcheggiare? Sì, a parcheggiare.

Quando andavo in spiaggia, quando avevo una spiaggia, che so a ferragosto, trovavo parcheggio di fronte al mio bagno. Stessa cosa arrivato a Parigi col furgone del trasloco, ho trovato da parcheggiare davanti, ma dico davanti, la finestra di casa mia.

C'è gente che dice che la fortuna è cieca ma secondo me la fortuna è una cosa che te la vai un po' a cercare, che ti ci predisponi. Nel mio caso per il gioco, per l'amore e per i parcheggi ho un metodo: innanzitutto vado alla cazzo verso dove devo andare, e poi guardo bene da vari punti di vista prima di desistere, che il parcheggio ideale potrebbe essere un po', come dire, creativo. O magari stretto, che sembra non ci entri e invece c'entri, per questo devi avere una buona consapevolezza di te, delle tue necessità, delle tue dimensioni.
E poi c'è la cosa più importante, quando parcheggi: se hai davanti un altro, anche lui in cerca di parcheggio, appena puoi prendi un'altra strada. Perché, con un altro davanti, i parcheggi liberi da trovare devono essere due.

E quindi la fortuna è questa: andare alla cazzo, ma dove non vanno gli altri.

Tutto qui? No. Quando è ora di partire, parti. Non preoccuparti di non trovare più il parcheggio libero quando torni, andandotene lo lascerai libero a qualcun altro, e tu lo troverai allo stesso modo: la fortuna è contagiosa.