L'ordine monastico dei croissant

Ordre Croissant
Mi ero illuso, non fatemene una colpa, che ci fosse un sacro ordine monastico dei croissant: l’Ordre Croissant.
Invece no: oggi a lezione di erre moscia ho imparato che significa “ordine crescente”.
Bene, mettiamolo nel cesto delle delusioni francesi.

Oggi in tram linea T3 c’era un tale, un ebreo, con la coppola degli ebrei, si chiama kippah, la coppola. Al museo ebraico di Berlino ne ho vista una collezione enorme, loro la usano un po’ come un berretto da baseball, ce n’era anche una con Beverly Hills 90210 che anche mia sorella sarebbe stata felice di indossarla, all’epoca.
A me le religioni quando inseguono le mode fanno sempre un po’ pena, come i politici quando si mettono a dipingere o i ricchi quando si mettono in cucina.
La coppola di questo ragazzo comunque era canonica: nera con delle scritte ebraiche dorate che facevano il giro tipo aureola. Lui avrà avuto vent’anni e parlava allegramente con una ragazza molto bella, pelle olivastra, tratti spiccatamente arabi, nella mia testa era una palestinese.
Si vedeva lontano un miglio che lui le stava facendo la corte. La cosa divertente è che mentre le parlava ondeggiava avanti e indietro, ininterrottamente, come fanno gli ebrei davanti al muro del pianto.
Era evidente, in quel momento lui stava pregando, la stava pregando, la pregava di dargliela, e di sicuro su quel muro c’era più desiderio che pianto.
E ho pensato guarda te, monoteismo e monogamia, fortuna che c’è la figa. L’amore, pardon.