Il brucomela

Dell'assenza dell'estate

Mi piacciono molto le stagioni, tutte quattro senza particolari preferenze. In versione vegetariana mi piace anche la pizza 4 stagioni, tanto mi piacciono le stagioni. Anche le mezze stagioni mi piacciono, e anche la pizza 4 mezze stagioni che poi fan due stagioni tonde tonde.


Quando abitavo a Madrid ascoltavo molto Battiato. Abitavo con una colombiana che anche a lei piaceva e ogni tanto se ne usciva cantando "la estazioneee del ammorrreeee vien y vaaaa". Agli spagnoli non gli togli la e prima delle sp e st, non c'è verso, e neanche le y come congiuntivo, e poi hanno questa cosa meravigliosa che dicono stagione allo stesso modo di stazione.
La stazione dell'amore devono esserci un sacco di battone.

Delle stagioni dicevo che mi piacciono tutte ma in realtà è il loro alternarsi, con il loro carattere diverso, che è irresistibile, e così è qualsiasi cosa nella vita.
Di stazione in stazione.

A volte (va bene, lo ammetto, sempre) vorrei che il mondo mi riconoscesse dei meriti con dei piccoli gesti esclusivi. Adoro le cose esclusive, perché adoro sentirmi speciale, come tutti.
Allora vorrei ad esempio essere l'unico al mondo nato il 26 gennaio 1980, che è una data meravigliosa, è acquario ed è pure il mio compleanno. E invece ho conosciuto una tizia anche lei nata quel giorno anche se sospetto le abbiano mentito, magari è nata il giorno prima ma le han segnato il 26 nel certificato per darle i natali in un giorno più cool. Poveretta pensa quando lo scoprirà.
E poi vorrei essere l'unico italiano a Parigi. A me è costato fatica e coraggio venire qui e mi meriterei davvero d'essere l'unico. Invece trovo italiani ovunque, li riconosco da come strillano e da come gesticolano, allora lì per lì mi improvviso francese, mi metto a parlare francese ad alta voce in modo che sentano tutti che io non sono italiano, non sono uno dei tanti col panino in fila per il Louvre... io? tse al Louvre ci vado di inverno negli infrasettimanali, io posso visto che je suis parisien. Solo che il mio francese fa pena e faccio la figura dell'italiano pirla.

La vita, l'ho imparato all'orto guardando la gramigna e la dorifora, non conosce giustizia e morale così mi ritrovo in una città piena zeppa di italiani, ce ne fosse poi uno che sappia cucinare, inizio a pensare che siano emigrati a caccia di surgelati. La prima cosa che perdi vivendo lontano dalla campagna è il senso delle stagioni, e qui nessuno ci trova niente di strano nel mangiare zucchine a dicembre o cavoli a luglio.
Quest'anno a Parigi l'estate non è arrivata e i giornali, sentendosi in dovere di rincuorarci, han scritto che possiamo approfittarne per consumare zuppe e minestre rimaste in avanzo in freezer. Brrr mi vengono i brrrrividi a pensarci, come se non facesse già abbastanza freddo.

Questa cosa che c'è solo una stagione a me non piace niente. È come un treno con una stazione sola, praticamente viene fuori il brucomela. Fai il giro e sei di nuovo dov'eri prima.
Allora io quest'estate che non è per niente estate mi son dato un obiettivo, quello di far venire l'estate. La mattina mi concentro, chiudo gli occhi ed emetto raggi solari, le piante fioriscono le donne si spogliano i pomodori arrossiscono e sento l'odore del mare.