I fascisti menano

Questo è un appello spudorato ai trevigiani: votate Manildo.
Ma per renderlo meno spudorato vi racconto due cose.

Il fascismo non esiste piùIeri è morto Clément, un ragazzo di 18 anni che oltre a essere antifascista era anche un diciottenne e come tutti i diciottenni antifascisti sarà stato carico di ideali e determinato a non farsi umiliare, com’è bello che sia. È morto quì a Parigi in pieno centro, pestato da tre fascisti.
Io sono antifascista da sempre e questa notizia mi ha scosso molto. Uno dice “il fascismo non esiste più” e invece esiste, ha partiti bandiere e tirapugni.

Nell’estate 2002 ero a Treviso. Erano già 8 anni che Gentilini toglieva panchine e istigava all’odio razziale con frasi tipo “gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti e poi pan! pan!” o “dobbiamo mandarli indietro sui vagoni piombati”. Le troie però, quelle gli andavano bene, perché sono le “navi scuola dei giovani”. E dopo un tentativo di violenza sessuale, sosteneva fosse “solo una toccatina al culo”. Quante umiliazioni.
Diceva anche che “Treviso deve diventare la Parigi del nord-est” e visti gli episodi di ieri direi che ha lavorato bene in quella direzione.

Io da bravo ventenne antifascista ero andato di persona a vedere come vivevano gli immigrati a Treviso: in qualsiasi fabbrica abbandonata tu entrassi ne trovavi, col loro materasso sporco e un comodino di recupero pur di avere un tetto a fine giornata. In zona Appiani dove adesso c’è Treviso2 o accanto alla stazione, nell’ex Croce Rossa o nell’ex Telecom, e non parlo di clandestini ma di lavoratori regolari, e a guardarli non mi sembravano essere una minaccia per i trevigiani.

Sfratto in borgo Venezia, Treviso 2002

Un giorno di quell’estate la polizia eseguì l’ennesimo sfratto. Quella volta però gli ottanta immigrati, tutti lavoratori regolari e alcuni con mogli e figli, invece che rassegnarsi decisero di fare un gesto eclatante: occupare il Duomo. Ahimè, Cristo pare fosse fuori casa perché la porta del Duomo era ben chiusa, così gli sfrattati decisero di accamparsi all’esterno, tra le colonne, in mostra ai passanti.
A Treviso quando fai una cosa del genere devi mettere in conto che qualche coglione passi a provocare, così per sicurezza noi italiani rimanemmo lì a turno giorno e notte. Il primo coglione che si presentò fu Fanton, un consigliere della Lega, che arrivò con la sua auto bianca, scese e si mise ad insultare: la scenetta finì con uno sputo sul parabrezza.

I fascisti hanno sempre goduto dell'appoggio di GentiliniPoi fu il turno dei fascisti. Che a Treviso, i fascisti, hanno sempre spopolato grazie alla solida sponda politica data da Gentilini.
(ho ritrovato anche questo simpatico dossier)
La notte che arrivarono i fascisti c’ero anch’io steso a dormire tra le colonne del Duomo.
Loro non si limitarono solo a sbraitare: lanciarono una molotov e una decina di bottiglie contro gli immigrati e se la diedero a gambe, mentre la polizia stava a guardare.


Casa diritti dignità, Treviso 2002, occupazione DuomoOccupazione Duomo Treviso, 2002

Senza far-west Gentilini non potrebbe fare il sceriffoLe uniche conseguenze di quell’aggressione furono per fortuna solo alcuni feriti lievi e qualche articolo di giornale, ma dei tanti episodi di violenza di destra è stato quello che ho vissuto più da vicino. Venire svegliati a bottigliate non è divertente.
Gentilini ha abituato i trevigiani a vivere così, nel far-west, perché senza far-west lui non potrebbe fare il sceriffo.

L’anno dopo me ne sono andato da Treviso e ho smesso di seguire la politica locale.
Due settimane fa ho visto i risultati elettorali: non ci potevo credere. Un tale di nome Manildo, che non sapevo nemmeno chi fosse, ha preso più voti di Gentilini!
E in tutta risposta Gentilini si comporta come la Moratti a Milano: nella disperazione dipinge scenari catastrofici da minaccia comunista.

Domenica ci sarà il ballottaggio: Gentilini contro Manildo.
Vorrei fosse chiara una cosa, se c’è qualche grillino o qualche indeciso o qualche anarchico in ascolto: non si tratta di una sfida tra destra e sinistra, si tratta di antifascismo.
Vi chiedo, vi imploro, no ste far i mona! andate a votare Manildo, andateci tutti. Cercate la vostra tessera elettorale, sarà lì in qualche scatolone o in qualche cassetto. Andate a votare.
Io non so chi sia Manildo, ma conosco bene Gentilini. Mandiamo a casa il fascismo, poi con calma penseremo ai dettagli.
Ho messo il prosecco in fresca, eh.