Dove sei Nadine?

Nadine l'ho conosciuta nel 2001, quando abbiamo convissuto per qualche mese a Madrid. All'epoca non c'erano i social network, internet era molto più contratta di com'è oggi e navigavo ancora con il 56k. Ovviamente non lo dico con nostalgia.

Comunque, avevo la sua e-mail, ma usavo Outlook e quando poco dopo sono passato a Thunderbird non mi sono preso la briga di migrare rubrica e archivio e-mail, che ora sono sepolti in qualche CD di backup, in qualche nascondiglio segreto. E poi chissà, anche avendola, se sarebbe ancora valida la sua e-mail.

Può una persona esistere senza lasciare tracce in rete?
L'ho cercata su facebook. Niente. Ci sono omonime nel Quebec, omonime vecchie, omonime grasse, bionde, brutte, ma niente Nadine che conosco io.
Ho provato con Google, includendo "mèdecine" e altre cose che sapevo di lei: niente. C'è il suo nome nel reparto psichiatria di una qualche clinica, ma senza foto e senza e-mail e senza telefono, chissà se è lei.
E chissà se è dottoressa o se è internata. La parola "internata" e la parola "internet" si assomigliano un sacco, uno potrebbe ricamarci una storia. Su Google Images ce n'è una che sembra lei tra vent'anni, ma poi non è lei.
123People France? Mi sono venute fuori grossomodo le stesse cose che avevo trovato su Google e Facebook.

Io pensavo che questa cosa della privacy fosse una bugia, che se vuoi puoi trovare tutti. Invece se non usi la tecnologia è come se non esistessi. Questi nostri tempi.
Vedrai, la incontrerò per caso sugli Champs-Élysées e le dirò che bello rivederti, ti trovo bene, hai l'aria rilassata.