Ammazza più il prosciutto nel piatto o quello sugli occhi?

Scusate se arrivo in ritardo, ma stavo facendomi un’opinione.
(e poi non eravate certo lì ad aspettarmi)

L’OMS ci ha detto che la carne rossa lavorata è sicuramente cancerogena, quella non lavorata lo è probabilmente. Non serve fare paragoni con altre sostanze. Non dipende nemmeno dal metodo di allevamento o dalla geografia: la carne americana e quella del nostro contadino bio, in questo, si equivalgono.
Quanto fa male? Dipende da quanta ne mangi.

Statistiche consumo carne secondo ISMEA - 2013

Statistiche consumo carne secondo Assocarni - 2014

Il consumo medio di carne rossa in Italia è di 61 kg all’anno nel 2013 secondo ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), di 59,3 kg all’anno nel 2014 secondo Assocarne.
Fanno, di media, circa 165 grammi al giorno. È tanto.
(se volete misurare i vostri consumi di carne, fate caso anche al prosciutto dentro ai panini, ai wustel negli hot-dog, alle scatolette di Simmenthal, alle creme nelle tartine, alla pancetta nelle torte salate e allo strutto nella pizza al taglio)

L’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha dichiarato che “mai, nella storia dell'umanità, si è consumata così tanta carne e in modo così diffuso. Ciò significa che ci sono margini per una ragionevole riduzione, senza arrivare necessariamente a scelte drastiche”.
L’OMS dice che 50 grammi di carne rossa lavorata aumentano il rischio del 18%.

Il tumore al colon è il tipo di tumore più diffuso in Italia, e il 5% delle persone lo contrae.
Nel 2011 si sono ammalate circa 51mila persone per tumore al colon in Italia. Quindi, molto a spanne, la carne rossa lavorata è responsabile di circa 9.200 ammalati all’anno. La carne rossa non lavorata potrebbe farne anche un po’ di più. Il tasso di guarigione varia dal 55% al 75% in base a molti fattori.

Sono numeri grandi o piccoli? Meritano preoccupazione?
Sta a voi, non ai giornali, stabilire se questo rischio è accettabile, anche in ragione della vostra storia clinica e del vostro stile di vita.
È chiaro che “ne ammazza di più il fumo”, ma credo sia più interessante riflettere su cosa ammazzerà voi: non è detto che sarà il fumo.

Per fare della bassa statistica, nel 2014 il terrorismo, sul quale spendiamo risorse, preoccupazioni, leggi e titoli di giornale, ha ammazzato metà delle persone della carne rossa lavorata.
Sarebbe come minimo apprezzabile che questi rischi venissero evidenziati in etichetta, e che lo Stato attuasse delle politiche di disincentivo al consumo della carne rossa lavorata come già fa per l’alcool, il fumo e lo smog.


Stromae - quand c'est ?