Riflessioni sul Web 2.0

Internet è una pippa planetaria, un collettore delle frustrazioni di milioni di persone. (Bruno Gambarotta)

Ieri sera ero ad un incontro su Twitter, l'ultima moda del cosiddetto Web 2.0.
Elena e Luca hanno spiegato con gusto questo nuovo giochino, concludendo sostanzialmente che Twitter è un inutile passatempo che permette di socializzare.

Elena durante la sua presentazione di Twitter


Ieri sera ero ad un incontro su Twitter, l'ultima moda del cosiddetto Web 2.0.
Elena e Luca hanno spiegato con gusto questo nuovo giochino, concludendo sostanzialmente che Twitter è un inutile passatempo che permette di socializzare.

Ultimamente mi interrogo spesso sulla socializzazione via web, memore della mia esperienza adolescenziale e senza voler cadere in moralismi o barricate. E non ne vengo fuori.

Più che chiedermi "cos'è twitter?" provo a chiedermi "chi sono i twitteriani?", visto che si parla di socializzare e quindi non contano gli strumenti ma le persone.
Dai, ammettiamolo, sono

  • Persone sole
  • Persone timide
  • Persone reputate brutte esteticamente dalla società reale
  • Persone con problemi di socializzazione
  • Persone che lavorano in ufficio (necessariamente)
  • Persone che vogliono dare di sé un'immagine che non riescono ad imporre per altre vie

...magari non tutto in una volta :)

Quando mi si dice "Grazie a twitter ho un sacco di amici in tutto il mondo" sono solo balle. È una distorsione della realtà. I rapporti virtuali che si creano sono falsi, sono rapporti tra proiezioni di sé e non tra persone.
Tutto è delegato alla vista ed alla parola, ma qualsiasi rapporto extra-lavorativo si basa necessariamente su umori, sensazioni, pelle, odori, sapori, sguardi, chimica. Il silenzio in twitter non vale niente, nel reale può significare mille cose.
"Oh no, sono molto, moooolto fisici!" mi si dice facendo allusione a scopatine 2.0. Ma anche nel fisico, che coinvolgimento vuoi che ci sia? Sono incontri alla cieca, tra persone sconosciute, che possono andare bene o male, che malchevada aumentano di una tacca la quantità ma lasciano a secco la qualità. Insomma niente di nuovo sotto il cielo.

Come lo fu il web, anche il web 2.0 è un'immensa bolla d'aria, un'illusione collettiva che fa leva su autostima, potere e sessualità.
Che può anche andare bene, basta non far finta di nulla. In questo senso mi ci divertirei pure io.

Fine tuning...

Ho preso parte a una serrata discussione sul blog di Luca, scatenata dalle mie critiche ai twitteriani.
Se a molti è servita a scaldarsi l'animo, sentendosi direttamente tirati in ballo, a me ha offerto nuovi spunti.
Anche se solo una piccola parte della popolazione mondiale può permettersi un collegamento decente a internet - figuriamoci una flat ADSL - è vero che la base di utenti abituali va oggi oltre i soliti ragazzetti brufolosi. Arrivano i "normali", me ne ha fatto accorgere Sergio dicendomi che una volta c'erano più uomini. Questa osservazione, che può sembrare sessita, in realtà cela alcuni (tentativi di) ragionamenti più ampi, ma oggi non è giornata per tirarli fuori.
E un po' sono preoccupato e un po' mi sento vecchio :)

Questo ovviamente non nega che alcuni strumenti di socializzazione trascinano gli utilizzatori nell'incapacità di socializzare in altri modi.