OssimoroCamp

Quel "qualcosa" che è accaduto una decina di anni fa lo chiamerò dunque "scomparsa delle lucciole". (Pier Paolo Pasolini)

Primo, sono un convinto sostenitore della decrescita. Secondo, ho appena finito di leggere un interessante libro di Pallante. Terzo, ne ho iniziato uno altrettanto interessante sulla preistoria. Giusto per inquadrare la situazione.
Quarto, qualche giorno fa mi imbatto nell'inCamp, il barCamp di TerraFutura.

TerraFutura2006


Primo, sono un convinto sostenitore della decrescita. Secondo, ho appena finito di leggere un interessante libro di Pallante. Terzo, ne ho iniziato uno altrettanto interessante sulla preistoria.
Giusto per inquadrare la situazione.

Quarto, qualche giorno fa mi imbatto nell'inCamp, il barCamp di TerraFutura. Qui serve un glossario:

  • TerraFutura: una delle più grandi mostre-convegno sulla sostenibilità, a cadenza annuale a Firenze
  • barCamp: il modo (e la moda) che hanno trovato i bloggers per definire una chiacchierata informale, solo che essendo bloggers non chiacchierano se non hanno corrente elettrica, portatili, proiettori, wi-fi, sponsor e gadget...

Non è un reato parlare di tecnologia in un contesto di sostenibilità, anzi è uno sforzo apprezzabile che richiede grandi energie per difendersi dal frichettone tutto acqua e sapone.
Bisogna però riconoscere alcuni dati di fatto: la tecnologia produce montagne di rifiuti, consuma molta corrente elettrica che in Italia è quasi totalmente prodotta da fonti fossili, e la comunicazione è sempre esistita persino ai tempi dei paleolitici.
Si possono poi azzardare alcuni sospetti su altri fronti: il wifi è nocivo perché aumenta sensibilmente i campi elettromagnetici come se non ne avessimo abbastanza attorno a noi, i gadget entrano in gioco quando la qualità del prodotto non convince più.
Ne emerge un palloso ragionamento che gravita attorno ai termini necessità e progresso.

Tagliando corto, forse era meglio proporre una chiacchierata con lavagna e gessetti che un barCamp all'ultima tecnologia. Rispondo in anticipo ad Antonio Dini, che quel giorno parlerà di “lo sviluppo sostenibile è comunicabile?”: la decrescita felice è praticabile.