Mi piace la piazza

Vivere in piazza è bello e divertente: le vite la riempiono.
La mattina presto ci sono i ragazzi della scuola di mosaico che si fermano a copiare i compiti non fatti, con i volti assonnati e gli occhi appiccicosi. Poi è il turno degli uffici...

P.za Marsala, Ravenna


Vivere in piazza è bello e divertente: le vite la riempiono.
La mattina presto ci sono i ragazzi della scuola di mosaico che si fermano a copiare i compiti non fatti, con i volti assonnati e gli occhi appiccicosi. Poi è il turno degli uffici: arrivano gli squilli della CGIL, le incazzature, le risate e le bestemmie. Il tran tran dall'architetto, e qualche bontempone che si ferma a salutare i miei gatti.
Il postino suona per davvero sempre due volte, e sempre a me.
All'una ogni tanto transita un amico in pausa pranzo per un saluto: gradisco molto le visite inattese, la condivisione di un pasto o di un tè.
Arrivano alla stessa ora i ragazzini delle medie a fare a gara con le biciclette o a tirare pallonate. 'Sti stronzi mi hanno fatto fuori due piante giocando a calcio, ma che gli vuoi dire se non “buon divertimento”?
Nel pomeriggio ci sono gli skaters che saltano sulle panchine di marmo, solitamente fino a quando si fanno male. Oggi c'era un signore di mezza età che praticava Tai-chi con eleganza e disinvoltura.
La sera con l'imbrunire le panchine si riempiono di coppiette sbaciucchianti e di amiche che spettegolano sui loro ragazzi. Di notte arrivano invece, appunto, i loro ragazzi, i quali allo spettegolamento preferiscono le canne e la musica elettronica.
Poi tutti a letto, e nel buio talvolta qualcuno porta a spasso il cane, approfittando del silenzio e del traffico fermo. Attorno alle due passa quello che lava le strade: si diverte ad andare contromano ogni tanto e di notte la città è tutta sua.
Alle quattro potresti parlare sottovoce per farti sentire dall'altra parte della piazza.

Non è vero che la terra gira attorno al sole, direi che gira attorno a me.
Forse dovrei muovermi di più.