L'immondizia che non trovi nei giornali

Fai o' vallo 'ncoppa 'a munnezza. (Proverbio Napoletano)

Ieri è stato reso noto un rapporto Apat sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata nelle città italiane.
Ravenna, in questa classifica, appare addirittura al quinto posto come percentuale di raccolta differenziata, con un dignitoso 36%.

Porto di Ravenna, centrale Enel - Foto di Monia Sbreni


Ieri è stato reso noto un rapporto Apat sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata nelle città italiane.
Non sono un esperto in questioni ambientali e tantomeno in smaltimento dei rifiuti, ma spesso me ne interesso e traggo spunti da amici che se ne occupano per lavoro.

#img2|left#Ravenna, in questa classifica, appare addirittura al quinto posto come percentuale di raccolta differenziata, con un dignitoso 36%.
Proverò a dimostrare in poche righe che non solo questo dato è poco significativo data la complessità dell'argomento, ma che rischia di essere fuorviante.

A Ravenna si occupa di raccogliere i rifiuti l'Hera, facendo affidamento anche su alcune cooperative di raccolta differenziata.
Se vai all'Hera e ti fai dare il kit per la raccolta dell'umido, ti verrà consegnato un piccolo cestino e dei sacchetti di plastica non biodegradabile. Un volantino spiega che la tecnologia all'avanguardia delle loro macchine smistamunnezza riesce a separare i sacchetti dal loro contenuto. Solo recentemente ho scoperto che i sacchetti non vengono separati e che finiscono, assieme alle bucce di banana, ai gusci d'uovo e ai cotonfioc, in discarica.
Ma allora perché impegnarsi nella raccolta dell'organico? Perché qui a Ravenna c'è un inceneritore, di quelli moderni che dalla combustione buttano fuori solo sanissima aria e nanoparticelle. All'inceneritore va bene se gli butti da bruciare plastiche, pellicole, ferri, materiale inorganico, ma gli fanno male le sostanze organiche: non solo ostacolano la combustione, ma fanno aumentare a dismisura la manodopera.
Sicché magari è anche vero che raccogliamo il 36% di differenziata, ma lo facciamo da allocchi.

Non è ancora finita.
La plastica, il vetro, le lattine, che noi dividiamo con tanta diligenza e attenzione, vengono raccolte e impacchettate separatamente, per poi essere rivendute all'inceneritore. Ancora!?! Eh già, perché l'inceneritore oltre ad avere gusti piuttosto delicati, vuole anche che gli si diano in pasto abbondanti quantità di rifiuti, altrimenti lo smaltimento si interrompe e riavviarlo è troppo oneroso. Allora con le nostre tasse acquistano rifiuti di alta qualità, selezionati, che dovrebbero invece essere riciclati, e li bruciano.

È così che i rifiuti, dalla differenziata allo smaltimento, sono diventati un business enorme che muove capitali e mafie. È in questo senso che deve essere intesa la parola “termovalorizzatori”: quei camini che portano un gran valore in tasca degli investitori.

Tabella del rapporto Apat con le percentuali di raccolta differenziata per città