Lenin e l'origine del tonno

Oggi io e Lenin siamo andati al mare. Lenin, lo dico per togliere certi imbarazzi, è il mio gatto, uno dei tre, quello nero.

Lenin gatto


Oggi io e Lenin siamo andati al mare. Lenin, lo dico per togliere certi imbarazzi, è il mio gatto, uno dei tre, quello nero.
Lenin si chiama Lenin perché quando l'ho preso avevo ancora due vizi di gioventù: ero comunista ed ero alternativo. I comunisti e basta l'avrebbero chiamato Mao o Che, gli alternativi e basta l'avrebbero chiamato Bakunin o Majakovskji, io che avevo la pretesa di essere entrambe le cose pur non conoscendone alcuna l'ho chiamato Lenin.
Che poi Lenin suona bene come nome e non me ne sono mai pentito, e neanche lui che tra l'altro lo porta con fierezza. Quando le vecchiette del quartiere mi chiedono come si chiama, ed io rispondo “Lenin, come il politico”, loro mi guardano e dicono “...ah.”, col punto alla fine. Per questo il mio gatto ha nomi diversi, alcuni lo chiamano Nerino, mia mamma lo chiama Lenny che gli riesce meglio. Comunque il suo nome vero rimane Lenin, e il veterinario lo saluta col pugno chiuso.

Lenin non è la prima volta che esce con me, ogni tanto mi sale in spalla e si fa portare a spasso, sotto gli occhi compiaciuti della gente che ci vede passare. La settimana scorsa, ad esempio, è voluto venire con me da MediaWorld. A noi non piacciono i centri commerciali, però dovevo comprare una cosa in fretta e allora ho detto “Lenin, vieni con me?” e lui è venuto con me.

Ora, ad alcuni può sembrare strano ma chi mi conosce un po' sa che è normale. Quindi oggi era una bella giornata e mi son detto vediamo cosa ne pensa del mare. In fin dei conti Lenin se c'è una cosa a cui non sa dire di no è il tonno. Lui è ghiotto di tonno da far schifo. E allora mi son detto vediamo se gli interessa sapere da dove arriva il tonno, poi non aveva mai visto il mare e secondo me, mi son detto, è giusto vedere il mare, almeno sapere che c'è una distesa d'acqua enorme a due passi da casa. Così abbiamo preso l'auto, ho guidato io, e siamo andati al mare.

Voi vi ricordate come ci siete rimasti la prima volta che avete visto il mare? Perché ci sarà stata una prima volta, no? Io della mia non ricordo nulla, io il mare lo do per scontato. Lenin s'è fatto portare fino al bagnasciuga con gli occhi spalancati ed il naso in allerta. Poi s'è preoccupato ed è sceso di spalla, scoprendo la sabbia e le sdraio. No, non s'è divertito. È rimasto in braccio per un'oretta e poi di ritorno in auto se n'è stato tutto silenzioso e fermo.
Per cena gli ho aperto una scatoletta di tonno, e lui m'ha detto che gli piace di più il tonno che cresce in scatola di quello che cresce in mare.