Jerash e Ajloun, dicembre 2007

Poco a nord di Amman c'è Jerash (Gerasa), famosa per le sue rovine romane. Ci arriviamo in pullman, che in Giordania significa “quel furgoncino vecchio e lento che parte solo quando è pieno e nessuno sa mai bene da dove”.

Jerash skyline


Poco a nord di Amman c'è Jerash (Gerasa), famosa per le sue rovine romane.
#img2|left#Ci arriviamo in pullman, che in Giordania significa “quel furgoncino vecchio e lento che parte solo quando è pieno e nessuno sa mai bene da dove”. È divertente! Si cerca il pulmino, ci si accomoda e si attende che sia pieno. Quindi l'autista parte scoppiettando mentre il motore sfinito fa dondolare le teste e le tendine. Si sta tutti vicini e sorridenti. Si paga all'arrivo, quando si percepisce di più il valore del tornare a terra.

#img3|right#Jerash città è, potendo, pure peggio di Amman. In vetrina le capre scuoiate, in strada bambini che spingono carriole cariche, e ovunque le stesse nauseabonde auto.
Ma il cuore economico della città non è certo il centro, ma appunto i resti romani. Lì è tutto pulito ed ordinato, i negozietti vendono gadget luccicanti con scene romantiche di beduini al tramonto, cammelli e carovane, tappeti e amuleti.
Nell'antico ippodromo dei pessimi attori vestiti da romani inscenano la conquista sui mori: scene patetiche da pubblico grasso e bianco.
#img4|left# Poi il solito teatro dall'acustica perfetta, qualche tempio greco, una piazza ovale, rovine di muri rovine di scale rovine di colonne. Visito quel che rimane delle due cattedrali: Gerasa infatti è una delle pochissime città a poter vantare di possedere due diverse cattedrali intitolate a due diversi santi.

Ci accompagna Abdul, ginecologo Giordano laureatosi negli anni '70 a Roma. Ci si era avvicinato al teatro sentendoci parlare italiano. È una persona gentile e serena, ci parla in italiano dell'Italia ed ha qualcosa da insegnare anche a noi sul nostro paese.
Tra le altre cose scopro perché Venezia in arabo si dice “Al Bunduquiya” che significa anche “il fucile”: tutti credono derivi da quando l'arsenale iniziò a produrre fucili, ma in realtà è l'arabizzazione de “Il Buon Ducato” essendo che Venezia godeva di ottimi rapporti commerciali con il medio-oriente.

Salutiamo Abdul per andare a Ajloun, dove c'è un antico castello che domina le colline. Lasciandoci alle spalle Jerash, questa volta con un taxi-pickup, ci addentriamo in un paesaggio sempre più verde e fertile, ricco di ulivi e pini. Anche le città che attraversiamo sembrano più vivibili e colorate, ci sono più donne senza velo e l'aria trasuda un certo benessere.
#img8|right#Il castello è imponente e dalla sua sommità si possono vedere il Giordano e la terra rossa della Palestina. Fu costruito su volere di Saladino nel tentativo di controllare e controbattere i crociati che arrivavano dalla Turchia. Ahimè non bastò.

Torniamo ad Amman di nuovo in taxi, ma questa volta un taxi particolare: è un pickup blu cromato, con tante lucine lampeggianti e gli interni in pelle, con portachiavi ed arbre-magique appesi allo specchietto e due M grandi cucite dietro i poggiatesta. L'autista è spericolato ed io penso che quasi quasi era meglio l'aereo.

Pulmino per Jerash
Operai a Jerash
La piazza ovale di Jerash
Il tempio a Zeus, Jerash
Le due cattedrali di Jerash
Fiori ad Ajloun
Porta del castello di Ajloun
Panorama dal castello di Ajloun
Tipico camion giordano