Hundertwasser

Lavorando sul progetto di riqualificazione urbana “Darsena Rossa e Popolare”, mi sono avvicinato ulteriormente a Friedensreich Hundertwasser, un artista dalle doti eccezionali e dalla filosofia incantevole.

Hundertwasser, Bad Blumau


Lavorando sul progetto di riqualificazione urbana “Darsena Rossa e Popolare”, mi sono avvicinato ulteriormente a Friedensreich Hundertwasser, un artista dalle doti eccezionali e dalla filosofia incantevole.

Hundertwasser nasce a Vienna nel 1928 e sviluppa il suo spirito artistico avvicinandosi alla pittura attorno ai quindic'anni, per poi diventare un quasi-architetto ma sopratutto un filosofo naturalista. Una biografia superficiale ma completa potete leggerla sulla pagina a lui dedicata su Wikipedia.

Come pittore, lo ammetto, non mi entusiasma: il massimo Hundertwasser inizia a darlo quando si dedica all'architettura, unendo la sua propensione all'ecologismo ed al riciclo con le proposte di decoro urbano e restauro architettonico delle città martoriate dalla guerra e, ancor più, dallo sviluppo industriale.
Le sue opere sconvolgono: i pavimenti ondeggiano, le finestre sono una diversa dall'altra, le pareti sono rivestite con piastrelle recuperate nelle discariche e riassemblate a mosaico, le colonne sono bizzarre e sempre diverse, i muri sono colorati ed asimmetrici. Hundertwasser insomma è uno a cui non piace la monotonia, il funzionalismo, la rigidità dell'architettura moderna.

Nei suoi manifesti dichiara “malate” le città, rivendica il diritto degli individui di riconoscere la propria abitazione dall'esterno e quindi la possibilità di dipingere a piacere i muri attorno alle proprie finestre, invita al sentirsi re a casa propria e per questo costruisce favolose cupole sopra ai palazzi che ristruttura, manifesta l'esigenza di offrire spazi di fantasia per giovani e bambini, luoghi dove poter scrivere sui muri e giocare, esprime la voglia di costruire un diverso equilibrio con la natura proponendosi come avanguardista della bioarchitettura ed inglobando nei suoi edifici alberi e materiali naturali: così dalle finestre spuntano i rami di alberi che non sono stati abbattuti per lasciare spazio alla casa, e sui tetti sorgono giardini pensili ospitanti la vegetazione che prima delle case viveva nei luoghi in cui lui costruiva.

Hundertwasser non era un architetto nel vero senso della parola, ma metteva la sua filosofia e la sua arte visiva al servizio degli architetti “tecnici” con cui collaborava. In alcune occasioni si trovò a restaurare strutture palesemente brutte, e in nome del suo spirito animista le restaurò lasciandone sempre un angolo nelle condizioni originali, perché l'edificio non perdesse la propria anima. Allo stesso modo ristrutturò alcuni edifici popolari viennesi, raggiungendo addirittura un accordo con l'amministrazione affinché quegli edifici restassero vincolati all'edilizia popolare e non potessero diventare un giorno edifici di lusso.

Questo per sommi tratti fu Friedensreich Hundertwasser.
A Ravenna c'è un gruppo di nome Fedra che si sta occupando di promuovere la filosofia del “nonno Fritz”. Nel loro sito potete raccogliere ulteriori informazioni su di lui, e se vi capitasse di trovare in giro un laboratorio a cura di Fedra, vi consiglio di tuffarvici per riscoprire il vostro animo bambino attraverso la pratica dell'hudertwasserizzazione.


p.s: Poco tempo fa ho poi scoperto un altro grande artista, questa volta inglese, che come stile mi ha ricordato subito Hundertwasser: si chiama Andy Goldsworthy e di lui ve ne parlerò una delle prossime volte.

Hundertwasserhaus, Vienna
Centrale di teleriscaldamento, Vienna Spittelau
Scuola Hundertwasserschule, Wittenberg
Waldspirale
Waldspirale, particolare