Decimo hackmeeting

Inizia domani a Pisa, e dura tre giorni, il decimo (0x0A) hackmeeting italiano.

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Inizia domani a Pisa, e dura tre giorni, il decimo (0x0A) hackmeeting italiano.
Come ogni anno dal 1998 ad oggi la comunità hacker è riuscita a dar vita al raduno nazionale che la vede impegnata nella condivisione e comunicazione dal vivo dell'etica hacker.
Ormai lo sanno anche i muri che hacker non è il pirata informatico ma è quell'attitudine a sviscerare fino in fondo le nostre passioni. Nell'ambito informatico questo si traduce con il conoscere approfonditamente i computer, la loro architettura ed il loro funzionamento hardware e software. Per una magliaia, ad esempio, essere hacker potrebbe significare conoscere bene le pecore ed i metodi di tosatura.

Il decimo hackmeeting non è più importante dei precedenti, ma segna un traguardo degno di soddisfazione. L'hackmeeting non è un barcamp, anche se da dieci anni durante gli hackmeeting si discute con le modalità che oggi tipicamente chiamiamo barcamp.
Se proprio vogliamo essere sinceri poi, non ci sarebbe neanche bisogno di trovarsi per discutere: dieci anni fa internet era molto diversa da oggi e trovarsi faccia a faccia poteva consentire un elevato grado di comunicazione tecnica altrimenti impossibile; oggi invece disponiamo di strumenti tanto sofisticati da rendere superfluo l'incontro fisico a puri fini comunicazionali. E allora che senso ha l'hackmeeting? Beh, fare goliardicamente festa, vedere se esiste ancora qualche hacker con la faccia da nerd, avere l'occasione per mostrarsi all'esterno.

Soprattutto per chi non è mai andato ad un hackmeeting, il consiglio è quello di precipitarsi a Pisa, al Centro Sociale Rebeldia, dal 28 al 30 settembre. Tutte le informazioni su www.hackmeeting.org.