Dal produttore al consumatore.

Laudato si', mi Signore, per sor'acqua, la quale è molto utile et hù mele et pretiosa et casta. (San Francesco dal Cantico delle creature)

Ieri è accaduta una cosa buffa a Ravenna: un italiano ed un rumeno hanno applicato il principio della filiera corta alle offerte della chiesa di S. Francesco.

Cripta della Chiesa di S.Francesco a Ravenna


Sono per la filiera corta, per l'eliminazione di tutti quei passaggi di mano, spesso imposti, che accompagnano la merce dal produttore al consumatore.
Ma non perché son tirchio, ma perché questo meccanismo di distribuzione vincola produttori e consumatori alla volontà della cooperativa di turno. Traffico, inquinamento, distruzione della biodiversità, aumento dei rifiuti, aumento degli imballaggi, sono solo le conseguenze più evidenti.

Ieri è accaduta una cosa buffa a Ravenna: un italiano ed un rumeno hanno applicato il principio della filiera corta alle offerte della chiesa di S. Francesco. I fedeli hanno dato qualche moneta alla suddetta filiale della Chiesa Cattolica, nell'interesse di tutti i poveri che il Cristo Nostro Signore ci ha insegnato ad amare, come anche S. Francesco d'Assisi ci ha ricordato.
Due poveri, evidentemente bisognosi, hanno provato a saltare il distributore e sono andati direttamente alla fonte prelevando con una calamita le monete presenti nella cripta allagata della chiesa: una fatica che da sola avrebbe meritato quei settanta euro di bottino.

I due sono stati arrestati dalla polizia e verranno processati oggi per direttissima. Il parroco li ha già perdonati, di cosa non si sa visto che “non è peccato rubare quando si ha fame”.
È proprio vero cari preti, non c'è più religione.