Chaturanga Dandasana

Anche un bastone storto può far camminare dritto. (Anonimo)

Mi sono rimesso a fare yoga.
Era da un po' che per pigrizia e impegni avevo abbandonato le lezioni settimanali, limitandomi a salutare il sole una mattina ogni tanto. Poi due settimane fa ci siamo decisi, Arianna ed io, a riprendere le lezioni di Paola, nostra brava insegnante da alcuni anni.


Mi sono rimesso a fare yoga.
Era da un po' che per pigrizia e impegni avevo abbandonato le lezioni settimanali, limitandomi a salutare il sole una mattina ogni tanto. Poi due settimane fa ci siamo decisi, Arianna ed io, a riprendere le lezioni di Paola, nostra brava insegnante da alcuni anni.
Adesso, come l'estate scorsa, insegna al bagno “La Duna degli Orsi” a Marina di Ravenna. Il contesto è gradevole: all'aperto sulla spiaggia, col cielo che si imbruna ed il mare che scroscia.

Lunedì scorso, con grande sorpresa, ho scoperto che mi riesce bene il Chaturanga Dandasana. A me quando mi si dice “Chaturanga” mi viene sempre in mente gli Elio e le storie tese in “Pilipino rock”. Comunque, dicevo, mi riesce bene quella roba lì, che in italiano significa “posizione del bastone”.
Poi tutto il resto invece è un'estrema battaglia contro le mie tensioni da ufficio, le mie gobbe da tastiera e le mie sorprese da “toh! Ma qui c'ho un muscolo!”.

Al termine degli esercizi c'è sempre la meditazione. Piacevolissima. Il corpo respira e le energie fluiscono. E mentre la Paola serenamente invita a seguire il respiro, ad abbandonare i muscoli, a sentire il coccige che io non ho ancora capito cos'è, c'è sempre qualche rompicoglioni che urla, qualche bagnante che festeggia, qualche avventuriero che passa in aereo, qualche bambino che frigna... che io gli spaccherei troppo un dandasana sul grugno. Alla faccia dello yoga.