C'è vita su Kalamun: il basilico

Kalamun è innanzitutto una casa, popolata da mille forme di vita. Convivono anche se a volte fa strano. Allora ne approfitto, prima che l'estate di porti via, come fa ogni anno, un altro grande coinquilino: il basilico.

Basilico a Kalamun


Kalamun è innanzitutto una casa, popolata da mille forme di vita. Convivono anche se a volte fa strano. Lo scorso inverno ho goduto, ad esempio, della compagnia dell'insetto spilungone, così nominato data la sua forma e dimensione. Ogni tanto sbucava da dietro il monitor, stava a raccontarmi i suoi silenzi e poi se ne andava a spasso, incurante dei gatti che, per contraccambio, non se ne curavano. Poi è sparito assieme all'inverno, senza dire nulla.

Allora ne approfitto, prima che l'estate di porti via, come fa ogni anno, un altro grande coinquilino: il basilico.
Adoro il basilico e lo coltivo in vaso già da alcuni anni, ma come quest'anno mai mi aveva dato tante soddisfazioni: è enorme, profumato e ospitale.

Qualsiasi botanico consiglia di togliere i rami con i fiori, altrimenti la pianta si concentra su quelli tralasciando le foglie. La mia filosofia “agricola” si discosta un po': che viva come vuole, gli lascio i fiori, non sono l'unico che deve godere della sua presenza.
Lui mi ricambia con meravigliosa maestosità, con rami robusti che si allargano verso il sole e nuovi butti che sorgono alle radici, e tante foglie da strappare espressioni ammirevoli ai passanti.
Prelevo qualche foglia quando ne ho voglia, senza abusarne. E assieme a me sembra fare anche un insetto che nel mio basilico ha trovato confortevole nascondiglio.
Il profumo pervade la cucina quale migliore compagnia per l'estate.

p.s: ovviamente i semi raccolti (tanti) diventeranno il basilico del prossimo anno

Una cima delle più vecchie
La prima fioritura
Sotto si cresce
Il basilico visto da fuori